Museo

A Letojanni ha sede il Museo d'Arte e Cultura Siciliana.

Situato all’interno del Palazzo della Cultura (che si affaccia sulla Piazza Matteotti), ne occupa numerose stanze, dislocate su due piani. Al piano terra trovano posto manufatti in terracotta di Caltagirone, dipinti di artisti importanti della seconda metà del ‘900, quindi oggetti di uso quotidiano e attrezzi di lavoro che sono la più concreta testimonianza della cultura contadina e marinara cui il nostro centro, come la maggior parte degli altri del circondario, del resto, era prevalentemente legato per il proprio sostentamento. In un'altra delle salette del piano terra hanno trovato collocazione dei ricami realizzati su tovaglie finemente lavorate artigianalmente: era uno degli aspetti complementari della cultura popolare che si esprimeva anche nell’abilità a realizzare, con un lavoro di infinita pazienza e sapienza insieme, delle piccole opere d’arte di cucito. Nel caso specifico, la Mostra permanente dei ricami artigianali presenta il frutto del lavoro delle donne anziane di Letojanni: esse continuano a tramandare disegni e tecniche tradizionali e originali insieme, che impreziosiscono lenzuola e tovaglie, solitamente corredo per le donne che andavano spose.
Nelle sale del piano superiore del Museo sono collocati arredi, paramenti e quadri sacri, oltre che mobili di diverse epoche. I primi testimoniano, da un lato, il desiderio di produrre oggetti in cui si potesse almeno in parte incarnare un modo proprio di un periodo di figurarsi, rappresentare e simboleggiare il "sacro", dall'altro la religiosità viva e sentita del popolo, che spesso si inchinava di fronte a quei rappresentanti e a quei simboli del "sacro", e destinava poi le più profonde manifestazioni del proprio credo e della propria devozione a immagini più immediate e sensibili, più dirette di esso: ad esempio, un quadro ricamato su stoffa che raffigura il “Sacro Cuore”.
I secondi sono un più diretto e concreto riscontro del gusto di un’epoca: mobili variamente scolpiti ci restituiscono i contorni di un mondo che così amava rappresentarsi per “offrirsi” agli altri, attraverso gli oggetti di cui si circondava e della cui presenza poteva a suo agio fruire, oltre che far mostra di essi.
Un cenno particolare meritano le sale che ospitano gli attrezzi e i volumi del celebre chirurgo Francesco Durante, nato a Letojanni il 29 giugno del 1844. Situate al primo piano del Palazzo della Cultura, rappresentano probabilmente uno degli elementi di maggiore attrattiva del Museo, sia per gli studiosi di medicina, sia per gli appassionati della storia della medicina stessa, così come, del resto, per i "visitatori comuni”. In queste sale si possono trovare molti degli attrezzi usati dal Prof. Durante per eseguire i suoi interventi. Alcuni di questi strumenti chirurgici furono da lui stesso creati per specifici interventi, divenendo poi di uso comune. Tra i diversi volumi di medicina da lui pubblicati, e presenti nelle sale espositive, figurano anche alcuni suoi manoscritti.
Poco oltre è possibile leggere alcuni cenni biografici sul celebre chirurgo.
 


 


Museo 


Il 29 Giugno 1844, da Domenico Durante e Giovanna Galeano, nasceva Francesco.
Le aspirazioni del padre lo volevano un fabbricatore, le proprie personali inclinazioni uno scultore, un pittore.
Fino a quando, trascinato da uno dei suoi amici messinesi all'Università per assistere ad un intervento chirurgico, Francesco Durante iniziò il suo nuovo corso, dedicandosi completamente allo studio della medicina.
Infatti, non ancora ventenne, si laureò a Napoli con pieno merito.
A Napoli, la frequenza di ambienti liberali lo legò di profonda amicizia agli esuli siciliani, ed in modo particolare a Napoleone Colajanni.
L'onta subita da Garibaldi il 29 Agosto 1862 gli aveva inculcato un odio mortale contro tutte le tirannidi.
Si arruolò nell'esercito dei Vosgi, combattendo a fianco di Menotti, Ricciotti e Stefano Canzio, genero di Garibaldi.
L'anno dopo il suo rientro a Roma (1872), a meno di trent'anni, fu chiamato da Costanzo Mazzoni a tenere il Corso di Patologia Chirurgica, e nel 1877, dopo la  morte di quest'ultimo, divenne Direttore della Clinica Chirurgica facendola diventare una delle più avanzate al mondo.
Nel 1894 con Guido Baccelli fondò il Policlinico Umberto I. Contribuì in modo notevole agli studi sulla fistologia.
Nella cura della tubercolosi abolì la chirurgia distruttiva ed istituì quella conservativa. Fu il primo chirurgo al mondo ad intervenire su un tumore cerebrale, e questo gli diede fama imperitura.
Amico fedele di Francesco Crispi, divenne senatore d'Italia a soli 45 anni. Pur frequentando le più alte personalità (fu, tra l'altro,  amico del Re) mantenne una grande semplicità di modi e una grande dirittura morale.
La sua vita fu un atto di fede, il suo insegnamento "servire la Patria con le armi della scienza". Il 19 Giugno 1919, abbandonò la Città Eterna e la sua bella casa romana, per rientrare definitivamente nella terra natìa, ritirandosi da ogni attività scientifica, per non lasciare di sé un ricordo che non fosse di forza ed intelligenza.
Quando aderì, come tanti altri personaggi noti, tra i quali D'Annunzio, alla rivoluzione fascista, aveva oltrepassato i 73 anni, ma non vestì mai la "camicia nera".
Fu comunque tra i primi ad aderire alla "battaglia del grano", convinto che così si potessero realizzare dei significativi miglioramenti socio-economici, attraverso lo sviluppo agrario ed industriale del territorio di Letojanni e del suo comprensorio.

 

Museo 2 

I suoi ideali furono, di fatto, socialisti.
Direttamente e indirettamente, il suo nome famoso e l'alto prestigio acquisito, contribuirono a richiamare nel paese natìo una moltitudine di stranieri, tra i quali il Kaiser, l'Imperatore Guglielmo II, e giornalisti di mezza Europa. Le navi di passaggio in crociera, italiane e straniere, oltrepassato Capo Sant'Alessio, facevano suonare le sirene in segno di saluto e, per rendergli omaggio, calavano in mare le scialuppe cariche di illustri personaggi per raggiungere la riva.
L'illustre filantropo, pur essendo vissuto per molti anni lontano, ebbe il suo cuore sempre rivolto alla terra natìa, la sua Sicilia.
La sua lunga vita fu costellata da moltissimi episodi che furono poi variamente tramandati dalla memoria popolare, e qualcuno di essi quasi si tramuta in leggenda; quel che è certo, però, è che si prodigò in modo particolare per  i poveri di Letojanni e del comprensorio: da loro non volle mai compenso alcuno. E i poveri di Letojanni gli eressero in vita un monumento nel 1923, ad opera dello scultore Ettore Ximenes, a perpetua riconoscenza per le sue virtù umanitarie.
Francesco Durante, spentosi il 2 Ottobre 1934, dalla piazza del monumento, ancor oggi rivolge il suo sguardo sereno e buono, sotto il cielo magnifico di Sicilia, ai suoi poveri di Letojanni, che lo ricordano sempre con immutato affetto e riconoscenza.

 

Orari di apertura:

Il Museo è attualmente chiuso, perché sono in corso, al suo interno, dei lavori di ristrutturazione.  

L’ingresso è gratuito

Tel.  0942.376139.

Per informazioni sui musei nella provincia di Messina:
www.museietnomessinesi.it